Spagnoli

La dominazione spagnola

Alla dominazione aragonese si sostituì quella spagnola quando, nel 1479, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia si unirono in matrimonio unificando i loro territori nel regno di Spagna. Le condizioni delle popolazioni sarde peggiorarono ulteriormente per le sopraffazioni dei dominatori spagnoli e per le forti tasse. L’isola di Sant’Antioco era sempre abbandonata a causa delle mai cessate incursioni piratesche. Fu durante la dominazione spagnola che si accese nella Chiesa e nella popolazione sarda un forte interesse per il ritrovamento delle ossa dei Santi. E così, dopo un sopraluogo nella Chiesa di S.Antioco, si accertò che le reliquie del santo erano ancora li sepolte. 11 clero e la popolazione partirono da Iglesias in solenne processione il 18 marzo 1615, raggiunsero la chiesa sulcitana, aprirono il sepolcro e ne tolsero le spoglie del Santo. Poi, tra canti e preghiere, le trasportarono a Iglesias.. Le cronache del tempo dicono che l’imponente corteo era formato dal 39.000 persone, di cui 4.925 a cavallo, altre montate su 3.000 “traccas" e 4.000 carri scoperti. 2.383 preti erano giunti da ogni parte e celebrarono 800 messe. Il bacino intorno all’istmo era gremito da 350 barche.
Da allora, ogni anno,il secondo lunedì dopo Pasqua,il popolo sardo ripeté quella lunga marcia di andata e ritorno da Iglesias all’isola sulcitana con le ossa del Santo, sfidando ogni volta il rischio di una possibile incursione saracena. Lentamente l’isola di S.Antioco cominciò a ripopolarsi: il vescovo,cui le isole appartenevano, cominciò a concedere appezzamenti di terreno a contadini che si impegnassero a disboscarli e a coltivare. Probabilmente essi usufruivano dei ruderi dell’antica città e delle tombe per non destare i sospetti delle navi corsare.  
Rid. e adatt. da “L’arcipelago del Sulcis” di G. Racheli.