Sardegna - Le lingue dei Sardi
Lingue e dialetti della Sardegna
Sulle reali origini della lingua sarda gli studiosi non sono ancora riusciti
ad esprimere un parere comune ed attualmente esistono differenti versioni: per
molti linguisti il sardo è una lingua neolatina autonoma appartenente al gruppo
delle lingue indo-europee, considerata la più conservativa tra le lingue
derivanti dal latino. Il sardo infatti esisteva da millenni prima della
comparsa del latino ed era, secondo gli studi di Giovanni Semerano,
direttamente legato all'accadico e al sumerico, come il Basco. La lingua latina
(come la cultura, la tecnologia, la religione), per stessa ammissione degli
stessi romani, derivava da quella etrusca che a sua volta, sebbene su questo
punto gli studiosi "ufficiali" siano sempre molto prudenti,
deriverebbe da quella sarda. Prova ne sono i reperti sardi ritrovati in tante
tombe etrusche e la chiarissima frase di Festo: "Reges soliti sunt esse
Etruscorum qui Sardi appellantur" (Solitamente i re degli Etruschi
sono coloro che vengono chiamati Sardi). Tutte le varianti che sono potute
derivare dall'introduzione del latino in terra sarda non avrebbero mai potuto
sostituire in toto la lingua vecchia e soprattutto "creare" un
nuovo sardo neolatino.
In ogni modo, i glottologi riconoscono unanimemente due macro-varianti
(gruppi) non ancora unificate:
A
nord il Logudorese (costituisce il tipo tradizionalmente considerato più
conservativo e caratteristico) comprendente le parlate del Logudoro e del
Nuorese. Il dialetto nuorese, nonostante sia di tipo logudorese, in virtù
dell'isolamento si caratterizza per maggiore conservatività e fedeltà a forme
latine arcaiche rispetto al logudorese comune e per questo motivo viene
talvolta trattato come una variante autonoma.
- A sud il Campidanese, si
presenta nel complesso varietà più innovativa, esprimendo a tratti una
maggiore e differente evoluzione rispetto alle varietà centro-settentrionali,
riconducibile a un insieme di fattori quali una latinizzazione
antecedente, maggiore esposizione a ondate successive di latinizzazione,
un generale maggior grado di contatto e accumulazione culturale, nonché
dinamiche intrinseche che hanno dato luogo a sviluppi autonomi, talora
peculiari. Presenta vocaboli di matrice fenicio-punica ed è parlato
nell'intero meridione dell'isola.
I dialetti gallurese e turritano, di tipo còrso-gallurese,
appartengono linguisticamente al gruppo dei dialetti italiani e non sono dunque
a rigore linguisticamente ascrivibili alla lingua sarda se non geograficamente
e per varie influenze lessicali. Anche questo punto però è attualmente molto
dibattuto in quanto sembra che il gallurese, identificato dai linguisti anche
col nome di còrso-gallurese e da cui originano molti dialetti parlati sia nella
Sardegna settentrionele che nel sud della Corsica - sembra derivare da un
antico idioma parlato dalle etnie Corse che abitavano stabilmente la Gallura sin dalla preistoria
e che originarono la cultura di Arzachena, cultura che si estese anche alla
Corsica e che si differenziava sensibilmente da quella attigua di Ozieri.
Secondo alcuni studiosi, anche se lo spazio temporale è assai lontano, quello
etno-psicologico lo è molto meno, rispetto alle origini tanto remote della
preistoria.
Ad Alghero è parlato un dialetto della lingua catalana (algherese). Nelle
isole del Sulcis, a Calasetta e Carloforte, è parlato un dialetto di tipo
ligure arcaico (tabarchino) portatovi dai coloni di
origine genovese esiliati dall'isola di Tabarka (Tunisia) nel XVIII secolo.Ad
Arborea (già Mussolinia di Sardegna) si parla un dialetto veneto da parte della
popolazione, discendente dai coloni arrivati durante l'opera di bonifica nel
ventennio fascista. A Isili è inoltre in via di estinzione il gergo di origine
zingara dei ramai ambulanti locali (Romaniska);
Sono tutte lingue romanze derivate dal latino e dai precedenti substrati
preistorici, e appartenenti alla famiglia delle lingue indo-europee. Nell'ambito
delle iniziative per l'ufficializzazione dell'uso della lingua sarda, la Regione ha avviato dei
progetti denominati LSU (Limba Sarda Unificada) e LSC (Limba Sarda Comuna) al
fine di definire e normalizzare trascrizione e grammatica di una lingua
unificata che comprenda le caratteristiche comuni delle varianti logudorese,
nuorese e campidanese. Nell'aprile del 2006 la Limba Sarda Comuna è
diventata lingua ufficiale "in uscita" dell'amministrazione regionale
sarda.
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