Sardegna
Fenici e Cartaginesi
Quando arrivarono i naviganti Fenici, tra il IX e
l'VIII secolo a.C., in
Sardegna si contavano circa 8000 nuraghi, dalle semplici torri di
avvistamento
(avamposti ai confini dei territori dei singoli clan) ai castelli veri
e
propri, con annessi villaggi di capanne (come il nuraghe Santu
Antine di Torralba). I Fenici stabilirono colonie un po'
ovunque nel
Mediterraneo e arrivarono non come invasori, ma per commerciare. Si
stanziarono
dapprima in insediamenti temporanei che dovevano servire come magazzini
di
raccolta di materie prime e i Sardi delle zone costiere pian piano
fraternizzarono con loro; anche quelli rimasti indipendenti sulle
montagne,
abbandonato nel tempo l'iniziale atteggiamento ostile, divennero
federati e più
tardi anche alleati dei Punici contro l'espansione di Roma. Si
insediarono soprattutto lungo la costa occidentale e ancora oggi la
loro
presenza è ben visibile, nonostante le successive
sovrapposizioni romane.
I Romani
Dopo la caduta della potenza fenicia e un periodo
di convivenza tra le due
potenze di allora, Cartagine e Roma, e dopo due guerre puniche, i
Romani si
impossessarono definitivamente della Sardegna nel 214 a.C.
Anche per loro, a un
iniziale periodo di difficile convivenza con i Sardi e con i Sardo-punici
seguì una graduale integrazione. Quelli che erano stati
prosperi centri fenici,
come Karalis, Sulci, Nora,
Bithia, Tharros, Neapolis,
continuarono la loro esistenza romanizzandosi velocemente. Cagliari (Karalis)
divenne la capitale della nuova provincia e fu arricchita da molti
monumenti,
tra i quali l'anfiteatro, utilizzato tutt'ora.
Nella parte settentrionale della Sardegna, una
città molto importante fu Olbia
che durante la permanenza romana fu dotata di piazze e acquedotti ed
anche
fornita di due complessi termali. Un ritrovamento di particolare
importanza,
avvenuto nella zona del porto vecchio nel 1999, è stato poi
il recupero di 18
relitti di navi, di cui due dell'età di Nerone, che
dimostrò l'importanza
strategica del porto olbiense.
Sempre nella parte settentrionale della Sardegna, Turris
Libisonis
(Porto Torres) era il centro più importante della parte
settentrionale, e una
lunga strada la univa al capoluogo (A Karalibus Turrem)
attraversando la
fertile pianura campidanese. Nel mezzo del percorso si trovava Forum
Traiani
(Fordongianus), altro importante centro, abbellito nel I secolo d.C. da
lussuose terme. La Sardegna
divenne un importante granaio di Roma, secondo solo all'Egitto, e
prosperò per
quattro secoli sotto la sua egemonia, che la segnò
indelebilmente, fino alla
caduta dell'Impero.
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